Architettura e Immagini. Esperienze di architettura contemporanea

2005-2007
Roma, Pisa, FIrenze, Genazzano, Livorno
Mostra dei lavori di Daniela Gualdi e Anna Guerzoni

Architettura e immagini. Esperienze di architettura contemporanea

Anna Guerzoni e Daniela Gualdi

Siamo unite da una lunga collaborazione nell’ambito dell’architettura, sia nella ricerca teorica che nella pratica dell’espressione delle immagini architettoniche. Operiamo da anni nel campo della progettazione degli spazi pubblici, della paesaggistica, dell’architettura residenziale e di interni. Fondamentale nella nostra esperienza l’incontro con la ricerca collettiva de ”Il coraggio delle Immagini”, sviluppata nel lavoro di un gruppo di architetti italiani con lo psichiatra Massimo Fagioli. Questa ricerca ha permesso di realizzare idee di forme nuove ed originali raccolte in un catalogo edito dalle Nuove Edizioni Romane ed esposte in una mostra che ha toccato le maggiori capitali del mondo dal ‘93 al '98, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. Recentemente abbiamo proposto con questa mostra la retrospettiva delle nostre realizzazioni e dei progetti, inaugurata nel 2005 a Roma ed a Pisa, proseguita nel 2006 a Firenze e poi al Castello Colonna di Genazzano (RM), Centro internazionale di arte contemporanea e nel 2007 a Livorno con il patrocinio del Comune, della Provincia e della Regione. La mostra nasce dall’esigenza di raccontare un percorso ed un lavoro personale perchè anche l’architettura sia, come le altre forme espressive, oggetto di conoscenza non solo per gli addetti ai lavori, volendo andare oltre un pensiero che vuole l’architettura come fatto tecnico. Con immagini e poche parole, abbiamo rappresentato il lavoro di due donne che hanno voluto camminare dentro il difficile percorso dell’architettura contemporanea, evitando l’appartenenza agli stili ed alle convenzioni formali correnti. Le scelte progettuali nascono da una ricerca diretta verso l’oggetto che si presenta di volta in volta, senza cercare risposte precostituite o accademiche. Alla base di ogni lavoro c’è la consapevolezza di entrare in rapporto con lo spazio per modificarlo sia che si tratti di una casa in cui abitare, che di un angolo di città in cui incontrarsi. C’è la consapevolezza che modificare lo spazio vissuto significa intervenire nei modi di vivere, nelle relazioni, rischiando un punto di vista personale.